Gaetano Scirea
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Nasce a Cernusco sul Naviglio il 25/05/1953. Nel 1958, a cinque anni si trasferisce a Cinisello Balsamo in via XXV Aprile, 235.

A dieci anni comincia a giocare sul campetto della Parrocchia S. Pio X, sotto la guida di Gianni Crimella, tesserato per il G.S. Serenissima S. Pio X rimane sino al 1967, anno del suo trasferimento all'Atalanta.

A 19 anni esordio in seria "A" contro il grande Cagliari Gigi Riva (0-0).
Nel 1974, a 24 anni, si trasferisce alla Juventus e inizia quella sfolgorante carriera che lo porta a diventare, unico giocatore al mondo, vincitore di tutte le competizioni alle quali ha partecipato.

Nel 1976 si trasferisce a Torino e sposa Mariella Cavanna con la quale un anno dopo darà luce a Riccardo.

Il 3 Settembre 1989 scompare tragicamente in Polonia lasciando nella costernazione i familiari, gli amici e tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato per le sue grandi doti umane.

   
 

Unico Giocatore al mondo, ha vinto

  • Il Campionato Mondiale di calcio del 1982
  • 7 Scudetti
  • 2 Coppe Italia
  • Coppa Uefa
  • Coppa delle Coppe
  • Coppa dei Campioni
  • Coppa Intercontinentale

"Quando indosso questa maglia mi sembra di tornar bambino. Spero di non crescere mai" (Gaetano alla Juventus)

 
 
Ricordi di Gaetano... Mio Marito
di Mariella Scirea


Molti mi dicono: "Sono trascorsi già vent'anni". Eh già 20anni...
Ricordo la sua partenza per Loodz.
Erano le quattro del mattino del 2 Settembre 1989, portava un abito blu con una camicia bianca e con il suo sguardo triste.
Anche se "Gai" non riteneva opportuno ritornare in Polonia a rivisionare lo Zabre, una squadra di prima divisione (il suo commento), che la Juventus avrebbe incontrato la settimana successiva allo stadio Comunale di Torino per la Coppa UEFA. Dicevo uno sguardo triste ma tanti progetti, sogni che probabilmente sarebbero diventati presto realtà se una maledetta FIAT 125 di colore scuro non avesse perso il controllo andandsi a schiantare contro un furgoncino. Uno schianto e poi fiamme e tanto fumo nero che hanno soffocato vite umane, anche le nostre. Il papaà Stefano, mamma Giuditta con i figli che hano perso un tassello importante della loro splendida famiglia ed io e Riccardo, un dolore che ci portiamo ancora oggi nel cuore, sempre più forte.
Quante volte ho creduto di essere la protagonista di un brutto sogno e mi svegliavo con la certezza di avere ancora "Gai" al mio fianco per far crescere Riccardo. Costruire insieme quel progetto di famiglia a lui tanto caro.
E' vero, sono trascorsi 20 anni, ma il ricordo è sempre presente. Io sono rimasta ferma alle 4 di quel mattino di Settembre dell'89 e lo vivo ancora oggi con malinconia per quello che è successo ma anche con entusiasmo per quello che mi ha insegnato Gaetano. Ci ha lasciato, ma io ho ricevuto un grande dono.
Riccardo ormai è un uomo e crescendo assomiglia sempre più a suo padre, nelle fattezze fisiche ma soprattutto caratteriali, facendo suoi i valori di "Gai", correttezza, onestà e umilta.
Grazie Gaetano